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Maurizio Bellodi
CT e DS della nazionale italiana di apnea


A margine della competizione svolata a jesi il 29-30 novembre 2008,  abbiamo fatto queste domande al CT dell nazionale Maurizio Bellodi:

Ciao Maurizio, hai assistito ai campionati italiani invernali di apnea a Jesi, che impressioni hai avuto dagli atleti, e quali dagli organizzatori?
Viste le critiche ricevute sui numeri dei CI di Jesi debbo spendere due
parole a favore degli atleti e dell'organizzazione.
Atleti: innanzitutto un grazie agli atleti che hanno partecipato alla DNF (dinamica senza pinne, ovvero rana subacquea - n.d.r.), partecipando hanno dato un segnale positivo ai tentativi della Federazione di lanciare questa specialità, nonostante il momento particolare della loro periodizzazione, esponendosi anche ai giudizi.
Che i numeri fossero ristretti era noto, non era una novità, visto che tutte le gare di CI (campionati italiani - n.d.r.), come da regolamenti, sono aperte solo agli Elite; già di partenza il numero è limitato alle atlete/atleti che superano rispettivamente i 100 ed i 125 mt. nella DYN (apnea dincamica con pinne/monopinna - n.d.r.).
Organizzazione: l'organizzazione era a conoscenza dei numeri e dei limiti di un CI Invernale DNF e DYN, ed anche da parte loro c'è un encomiabile sforzo logistico e di coordinamento; c'era poi anche la necessità di testare l'impianto unitamente a tutta la splendida struttura del Federico II per eventuali importanti prossimi eventi.
Il Monsub Jesi merita un riconoscimento per l'apprezzabile lavoro che sta svolgendo nel centro-adriatico, attendiamo le prossime novità.
Spettacolo: se è vero che in tutti gli sport (compreso il nuoto pinnato) esistono dei tempi limite di ammissione i nostri sono le distanze minime della DYN; i tempi/misure limite hanno un duplice valore quello di limitare i numeri dei partecipanti (e non è il nostro caso) e quello di presentare ad un Campionato Italiano performance degne di nota.
Il numero dei partecipanti ai vari CI si può integrare inserendo dei Criterium per la Prima Categoria, ne trarrebbero tra l'altro dei significativi vantaggi.
Sicurezza: un CI limitato agli Elite in un certo senso limita le possibilità
di rischio, perlomeno questi atleti sono stati testati avendo percorso tutti gli step per i passaggi di categoria.
Dopo di ché una brutta uscita ci può stare, un errore di valutazione può capitare a tutti una prima volta, recidive ripetute no!

La rana subacquea non ha ancora quel seguito che si vorrebbe. Secondo te per quale ragione? E come vi state muovendo a livello federale per promuoverla?
La rana sub è una specialità con grosse potenzialità, sia a livello
nazionale ma soprattutto a livello internazionale!
A livello nazionale ci serve per scoprire nuovi talenti provenienti da sport omologhi ed a livello internazionale è fondamentale per avvicinare tutte le Nazioni al nostro circuito di gare CMAS.
Il vincolo delle attrezzature, (con particolare riferimento alla monopinna) le difficoltà di reperimento ed i costi incredibili, non permettono certo una diffusione in tutti i Paesi stranieri; pensiamo per esempio anche alla indisponibilità di tecnici specializzati.
Attualmente ancora non ha un grosso seguito è una specialità su cui tutti dobbiamo lavorare, non si può pretendere di più dopo pochi mesi di attività promozionale.
Le gare svolte in Italia su questa specialità sono state pochissime!
In ogni caso da Rieti a Jesi il numero dei partecipanti si è praticamente raddoppiato da 8 a 15/16 atleti.
Poi c'è un problema didattico-tecnico: evidentemente la rana sub non viene più né insegnata né allenata!
Abbiamo molti atleti di vertice che non la sanno nuotare!
Sappiamo benissimo, di partenza, che esistono dei limiti fisiologici alla
nuotata della rana (insufficiente articolabilità della caviglia e del
ginocchio) ma evidentemente non viene più proposta e nuotata come nei tempi passati.
Poi, vuoi mettere, la monopinna, il commercio "underwater" (sommerso) ed i corsi, rendono molto di più !!!
La monopinna è diventata uno status symbol. L'importante è possederla, anche se i più non sono, e non saranno mai, in grado di usarla!
Il Settore si sta già muovendo in diverse direzioni per promuoverla, aspettiamo gli sviluppi.

La gara di Jesi è l'ultima di una lunga stagione. Quale secondo te il punto più alto e quale il più basso di questo 2008?
Il più alto: i Campionati Italiani Estivi di Roma seguiti dai Campionati Eurpei in Turchia.
Il più basso: la non organizzazione di un costante da parte delle nostre società.

Al di la delle prestazioni, cosa dovrebbero migliorare gli atleti, di
qualsiasi livello, nell'approccio alla gara?
L'umiltà! Il saper consolidare i piccoli miglioramenti, il procedere a piccoli passi, conquistare il metro, i centimetri, senza sparate insulse!
Non mi stancherò mai di dirlo: nello sport, come in qualsiasi nostra attività quotidiana non si improvvisa nulla!
Poi i nostri atleti devono allenarsi alla tensione del pre-gara, devono partecipare anche a gare di nuoto o di pinnato, nelle distanze e stili più congeniali per la loro preparazione.
Devono inoltre sapersi rilassare ma allo stesso tempo affrontare le gare la giusta determinazione agonistica; mantenere un controllo di sé e della situazione, pur minimo, durante le prestazioni!
Utilizzare tecniche di training-mentale ad uso sportivo-agonistico, evitare gli strizza-cervelli (portafogli) ed i fautori delle pugnette mentali.

Gli atleti che vengono da altre discipline, ti sembrano avvantaggiati in tal senso?
Certo l'ho sempre detto e le new entry a livello internazionale e nazionale lo dimostrano abbondantemente.
Quasi tutti gli atleti visti ai Campionati Europei in Turchia hanno provenienze di tutto riguardo dallo sport agonistico di alto livello.

Gli atleti di oggi gareggiano con diverse attrezzature (mono, pinne lunghe, collarino si/no, muta si/no ) e diversi stili.  Questa distribuzione così eterogenea è una risorsa o un limite?
E' una risorsa in tutti i sensi sia tecnica che commerciale.
Il massimo sarebbe trovare nei negozi due o tre modelli di monopinne, di produzioni industriali diverse, con costi avvicinabili alla massa.

Il progetto del talento: tra quanto potremo apprezzarne i risultati? Vi siete  ispirati ad un modello?
Da tecnico FIDAL mi sono sempre ispirato alle innovazioni di questa
"Federazione guida" non ultimo il progetto del talento.

E' quasi Natale, cosa spera di trovare sotto l'albero il CT della nazionale? E Maurizio Bellodi?
Il CT vorrebbe trovare degli Atleti forti, determinati, preparati con cui
relazionarsi costantemente sui programmi di allenamento.
Il DS vorrebbe vedere un impegno maggiore dei propri Allenatori, una
maggiore affluenza ai Corsi per Allenatori, una collaborazione tra Settori (Nuoto Pinnato ed Attività Subacquee) e delle nostre società con i club di nuoto, l'avvio di Centri CONI delle AS per i giovani,...
Maurizio Bellodi vorrebbe dedicarci più tempo.

Vuoi svelarci qualche sorpresa o novità per il 2009?
Promozione all'ennesima potenza!!!

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, ed in bocca al lupo per le prossime attività.


Intervista di
Gianluca Spatocco