Resoconto: prima gara nazionale di apnea dinamica senza attrezzi
E’ questa sicuramente la miglior definizione che si può dare di questa nuova specialità dell’apnea, infatti i venti apneisti che hanno presto parte a questo evento hanno interpretato la gara con nuotate, attrezzature e preparazioni respiratorie molto diverse.
Grande partecipazione di pubblico
Ho visitato numerose piscine, ma non ne ho mai vista una, come questa del Club Canottieri Olona, con la porta di ingresso comandata da una fotocellula, una reception da hotel a cinque stelle e un’ampia scalinata di accesso agli spalti ricoperta da un tappeto rosso.
La gara è iniziata intorno alle 19.00 con la presentazione dell’evento da parte di uno speaker ad una platea di oltre un centinaio di spettatori: non avevo mai visto tanto pubblico ad una gara di apnea.
“Gli atleti partiranno a cinque minuti uno dall’altro”.
La tensione tra gli atleti era piuttosto alta, alcuni erano inoltre piuttosto preoccupati dal discorso del giudice capo durante la riunione pre-gara: per sambe e sincopi tolleranza zero.
Il primo a posizionarsi sul gradino installato sul fondo della vasca per facilitare la preparazione respiratoria è stato Alessandro Talò, deus ex-machina della manifestazione, che ha chiuso la sua nuotata con 60,56 metri, saltando infine a sedere sul bordo vasca, con gran perplessità del C.T. della Nazionale di apnea Mimmo Blanda, presente nei paraggi della corsia dove si svolgevano le prove.
Al termine di ogni prestazione è stato praticato un controllo del lattato agli atleti, ad opera della società Isokinetic, che si occupa di riabilitazione e preparazione di atleti professionisti. Questo è il link alla società: http://www.isokinetic.com/
La prima ranista è stata la Francesca Scolari, come sempre determinatissima, che si è voluta cimentare in questa specialità nonostante la recente influenza e gli antibiotici. Francesca, che ha un crociato rotto e una spalla non del tutto in ordine, si è fermata dopo la virata dei 50 mt, nuotando una rana subacquea con inserimento della delfinazione duranta la pausa di scivolamente, variante che però ad una prima osservazione è parsa poco efficiente, poiché pare che tenda ad aggravare una certa tendenza all’aggallamento delle gambe.
Più efficace invece la soluzione di Giuliano Marchi, 68,3 metri, che invece di delfinare ha preferito inserire nella pausa di scivolamento una battuta di gambe a stile libero. Giuliano, per evitare l’aggallamento, è stato l’unico atleta che ha scelto di indossare la cintura con una zavorra di 3 kg.
Nuovo volto sulle scelte dell’apnea agonistica italiana è la giovane toscana del Ci.Ca. Sub Garibaldi Paola Cocuzza, che, alla sua prima esperienza di gara dopo pochi mesi di apnea, si è classificata seconda con la misura di 62,23 metri, precedendo di poco Giulia Zanuttini dello Stella Maris Sub di Milano, con 61,83.
La prima ha optato per una rana tradizionale, senza delfinazione, mentre la seconda ha scelto un’andatura piuttosto lenta.
Ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio è stata Valeria Somma, giunta trafelata con il marito Stefano Tovaglieri sul campo gara dopo una giornata trascorsa ad accompagnare i propri allievi in gita scolastica. Valeria ha chiuso 81,55 mt mentre il compagno ha stupito tutti salutando la platea dopo essere emerso da 103,77 mt ed uscendo senza manifestare alcun segno di affaticamento.
Entrambi hanno gareggiato senza zavorre e tappanaso e inserendo una leggera delfinazione nella nuotata.
Rana subacquea a tutte le età
Stefano Tovaglieri una volta tanto non era l’atleta più anziano della competizione, vista la presenza del fiorentino Gianni Stecchi del Ci.Ca. Sub Garibaldi, ex campione di salto con l’asta.
Seguendo i prudenti consigli dell’Team-manager Alessandro Chiappe, ha scelto di concludere la sua prova a 75 metri netti.
L’atleta più giovane in gara invece è stato l’esordiente Alessio Sommacal dell’Atlantisub, che durante la preparazione respiratoria ha dimostrato un’ottima conoscenza e padronanza delle tecniche di pranayama e che ha nuotato in maniera impeccabile per 80, 3 metri.
Il suo compagno di squadra Paolo Cappelletti, entrato in acqua subito dopo, lo ha sopravanzato di poco, uscendo a 89,6 metri e classificandosi quinto.
Veronesi alla ribalta
Dopo Paolo è stata la volta del trentaseienne Lorenzo Bossi.
Il veronese, allenato da Francesca Scolari, è altissimo e ha gareggiato per Apnea Academy Competition classificandosi terzo con la misura di ben 104metri.
Oltre alla notevole carica agonistica, forse anche questa misura è stata di stimolo per il suo giovane compagno di squadra Fabio Isoli, atleta di poco più di 22 anni proveniente dal ciclismo, che si è classificato primo con l’importante misura di 133,38, nuotato con il solo uso della propulsione data dalla gambata a rana e le braccia tese avanti, ferme in un assetto che ricorda il principio di penetrazione del nuoto pinnato.
Fabio ha anche usato, invece del collare zavorrato, strumento che in questa gara ha conosciuto un largo impiego, dei pesi per un totale di due kili legati al collo sulla nuca.
Cubani, campioni prudenti e gran varietà di attrezzatura
Il secondo posto è andato al cubano Karell Martinez, Apnea Academy Competition, che ha percorso 115, 02 metri dopo aver dichiarato la distanza più lunga, ben 100 mt.
Scorrendo la classifica troviamo in sesta posizione Matteo Garaldi - autore di ben 192 metri di apnea dinamica ai Campionati Italiani triestini dello scorso anno - il quale, probabilmente scegliendo come altri di non pregiudicare la partecipazione alla stagione agonistica, si è fermato a 85,87 metri. Indossava un tappanaso della Paradisia e il collare.
Gli atleti hanno usato attrezzature molto diverse: tappanasi tradizionali, tappanasi Paradisia, costumi da nuoto normali, costumi da competizione integrali o con i soli pantaloni lunghi, pantaloni della muta, occhialini o maschere, cuffie di silicone, di stoffa e addirittura cuffie da pallanuoto private delle protezioni auricolari.
Errori e sambe
Un mese di squalifica invece per Paolo Rossi dello Stella Maris Sub, in samba agli 80 metri, e per Giuseppe La Rosa del Ci.Ca. Sub. Garibaldi, che è andato in samba ai 75 mt a causa di un’errore durante la preparazione respiratoria e a causa fors’anche di un’ultima accelerazione per raggiungere il capo della vasca.
Molti atleti infatti hanno scelto di accelerare la nuotata, durante la fase terminale della prestazione, altri invece di rallentare. Tra questi Max Zampettini, Apnea Academy Competition, che dopo un’elegante nuotata di 100 metri è stato tradito da questo errore: invece di appoggiarsi al bordo della vasca davanti ai giudici, si è appeso al bordo alto della testa della vasca. L’azione richiede un piccolo sforzo, che in momenti come questi diventa un grande sforzo. Bastava forse un metro in meno: dopo alcuni secondi dall’arrivo Max infatti ha cominciato a ballare in maniera così violenta da mettere quasi in difficoltà l’assistente in acqua.
Homar ci prova, ma...
Tra gli ultimi a scendere in acqua il campione Homar Leuci.
Homar ha probabilmente sbagliato l’approccio alla competizione: ha cercato di soddisfare le aspettative del pubblico e di superare la misura già realizzata da Isoli.
Oltre a ciò, tra le file degli addetti ai lavori presenti al bordo vasca, C.T. Blanda compreso, è serpeggiata qualche perplessità relativa alla vigorosa preparazione respiratoria, che Homar ha iniziato ben prima della partenza del concorrente che lo precedeva e che ha concluso alcuni secondi prima di immergersi. Dopo alcune rapide espirazioni e alcuni movimenti di carpa, è partito e si è poi spento in sincope sul fondo in vista dei 125mt, dopo aver avvertito nulla di più di una blanda contrazione diaframmatica. A causa di ciò verrà squalificato per sei mesi, perdendo così tutte le occasioni di questa imminente stagione agonistica.
L'esibizione di yoga e le spinbikers
Dopo la conclusione delle prove, in attesa che venissero preparati i documenti ed allestita la cerimonia di premiazione, il pubbico è stato intrattenuto dall’esibizione di una decina tra istruttori e istruttrici della scuola di yoga Krya Yoga Maharishi Sathyananda, presso la quale studiano Leuci e Talò.
Inguainate in aderenti tute nere le ragazze e a torso nudo i ragazzi, gli yogin hanno eseguito numerose e spettacolari asanas. Nel frattempo fervevano i preparativi per la successiva manifestazione di spinbike: gli spogliatoi della piscina rigurgitavano di ragazze che si stavano preparando per una maratona di tre ore e mezzo di spinning, a bordo delle cinquanta bici che venivano nel frattempo allineate sul bordo vasca.
Gli sponsor
Sponsor degli eventi, inseriti nel programma della notte bianca milanese ‘Festa di Primavera’ sono stati:
Artic http://www.ormonelibero.it;
Radio Lombardia http://www.radiolombardia.it;
Polase.
articolo estratto da Il resto del Delfino
per gentile cortesia dell'autrice: Martina Vianello
Grazie!